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Il 28 novembre 2016 la IUPAC ha ufficializzato i nomi per quattro nuovi elementi chimici, il 113, 115, 117 e 118. Dopo cinque mesi di discussione pubblica, sono stati approvati i nomi e i simboli ufficiali proposti dagli scopritori: Nihonium (Nh), Moscovium (Mc), Tennessine (Ts) e Oganesson (Og).

Come da tradizione, i nomi assegnati derivano da quelli di luoghi geografici significativi o di scienziati importanti.

Il Nihonium è stato scoperto 12 anni fa al RIKEN Nishina Center for Accelerator-Based Science (Giappone) e il suo nome deriva proprio da quello del paese che ospita l’istituto. Nihon è infatti la parola giapponese per “Giappone”, composta da “ni“, sole, e “hon“, che in questo contesto significa origine o provenienza. Il Nihonium è il primo elemento ad avere un nome legato al continente asiatico.

Il Moscovium e il Tennessine sono invece stati scoperti presso i Joint Institute for Nuclear Research, Dubna (Russia), Oak Ridge National Laboratory (USA), Vanderbilt University (USA) and Lawrence Livermore National Laboratory (USA). Il nome Moscovium è un omaggio a Mosca e al continente russo e al Dubna Gas-Filled Recoil Separator, dove grazie all’accelleratore di ioni pesanti del Flerov Laboratory of Nuclear Reactions è stato possibile scoprirlo. Alla Russia è legato anche il nome dell’elemento 62, il Samario, scoperto nel 1853 e dedicato all’ingegnere Russo Samarskij.
Il Tennessine deriva dallo stato americano del Tennessee, dove invece si trovano gli altri istituti coinvolti nel progetti. È il secondo stato americano a essere incluso nella tavola periodica, dopo il Californio (Cf) elemento numero 98, anche se i contributi degli USA alla scoperta di nuovi elementi sono stati riconosciuti anche tramite il Berkelio (97, dalla città di Berkeley) e l’Americio (95).

L’Oganesson è invece stato dedicato dagli scopritori, membri di un team congiunto del Joint Institute for Nuclear Research, Dubna (Russia) e del Lawrence Livermore National Laboratory (USA, da cui deriva il nome del Laurenzio, elemento numero 103), allo scienziato russo Yuri Oganessian (1933), un fisico russo che ha portato a grandi contributi nell’ambito della ricerca sugli elementi transuranici. Ci sono state alcune polemiche dovute al fatto che il professor Oganessian è ancora in vita, ma c’è già stato un precedente illustre con il Seaborgio (106, dedicato al chimico Glenn T. Seaborg). In quel caso la discussione si trascinò a lungo e il nome venne definitivamente accettato solamente nel 1997, dopo molti compromessi per i nomi di altri elementi e parecchi anni dopo la scoperta dell’elemento, che era avvenuto nel 1974.

È interessante notare come la desinenza -ine del Tennessine e -on dell’Oganesson segua la tradizione degli elementi dello stesso gruppo. Ine è infatti la desinenza inglese classica per gli alogenuri – Fluorine (Fluoro), Chlorine (cloro), Bromine (bromo) e Astatine (astato) – mentre -on è la desinenza classica dei gas nobili (Neon, Argon, Kripton, Xenon, Radon).

La Società Chimica Italiana (SCI) aveva promosso una petizione per suggerire che uno degli elementi fosse dedicato a Primo Levi, raccogliendo più di tremila firme. Purtroppo però la priorità per la proposta dei nomi spetta agli scopritori e la proposta non è stata accettata. È possibile leggere la risposta della IUPAC direttamente sul blog della SCI.

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Una risposta a Assegnati i nomi a quattro nuovi elementi chimici

  • Marco Capolungo scrive:

    Un bel passo avanti, mi auguro che l’evoluzione chimica sia profusa e costante poiché questo è la necessità primaria dell’uomo. La ricerca se positiva è un piccolo passo avanti in un futuro purtroppo molto generalizzato, una conquista coerente nell’oasi più assurda dell’ignoranza umana. Pertanto per l’uomo, che per natura nasce ignorante, è la risoluzione di un’ altra piccola frazione di futuro; questo è semplicemente una bella cosa. Grazie!

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