Recenti studi hanno dimostrato l’esistenza di alcuni radicali carbonilici chiamati intermedi di Criagee, che potrebbero ripulire l’atmosfera da biossido di azoto e di zolfo liberati durante la combustione. Questi radicali, che sono specie chimiche dalla vita brevissima, si formano nell’atmosfera quando l’ozono reagisce con molecole di olefine. L’effetto “detergente” consiste nell’efficacia da parte di questo tipo di radicali di legarsi a NO2 e SO2 producendo molecole che favoriscono la formazione di nubi, un processo che contrasterebbe efficacemente il surriscaldamento della Terra, anche se si rendono necessari importanti approfondimenti geoingegneristici.
La formazione dei biradicali di Criagee è stata ipotizzata fin dagli anni ’50 dal chimico tedesco Rudolf Criegee, tuttavia solo adesso è stato possibile rilevarli con un metodo sperimentale che si avvale di uno strumento progettato dai ricercatori del Sandia National Laboratories, il quale sfrutta una sorgente luminosa proveniente da un sincrotrone di terza generazione… Continua a leggere
Eugene Chen, professore di chimica alla Colorado State University, ha sviluppato insieme ai suoi collaboratori diverse procedure in attesa di brevetto per la produzione di bioplastica da risorse rinnovabili che potrà essere utilizzata in svariati ambiti, dalle fibre ottiche alle lenti a contatto, ma anche per parti di automobili o arredamenti.
Si tratta di una piattaforma procedurale di sintesi veloce e atossica in grado di convertire piccole molecole derivate da biomassa in lunghi polimeri tramite catalizzatori organici o metallici. Il prodotto finale dipende dal catalizzatore impiegato ed è possibile ottenere anche plastiche ad alte prestazioni meccaniche evitando lo sfruttamento di derivati petroliferi. Le sue ricerche sono state pubblicate l’anno scorso e nel numero di questo mese di Angewandte Chemie International Edition.
Fonte: Campus News

























