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E’ Istanbul quest’anno la città scelta per ospitare la grande famiglia dei chimici di tutta Europa,  e non solo. Dal 31 Agosto al 4 settembre nella affascinante città turca si è tenuto il “5th EuCheMS Chemistry Congress (ECC)”, dove più di mille ospiti, fra uditori e speakers, da quasi 70 paesi sono venuti a portare e conoscere i contributi e gli ultimi risultati della ricerca in ambito chimico. Una vera e propria “riunione di famiglia”, resa possibile grazie al prezioso contributo della Turkish Chemical Society e delle istituzioni accademiche partecipanti, per respirare insieme un clima di confronto e compartecipazione nella scoperta reciproca delle sempre più ammirevoli innovazioni. La European Young Chemists’ Network (EYCN), inoltre, che unisce le varie divisioni dei giovani membri di ben 25 società europee, ha creato un programma dedicato ai giovani chimici, molto ben accetto da tutti, dal titolo “Creating a Successful Career”, nato per incoraggiare il proseguimento della ricerca e il contributo all’innovazione e a valorizzare le risorse dalle generazioni più giovani nella comunicazione dei propri risultati.

Un’occasione di incontro anche per realtà e mondi della ricerca molto distanti, almeno geograficamente, fra loro. E’ perciò un momento importante e significativo, quello in cui la Federation of Asian Chemical Societies (FACS), che si fa ambasciatrice della ricerca nel mondo orientale, incontra la European Association for Chemical and Molecular Sciences (EuCheMS): una vera chance – dice il Professor Mustafa Sözbilir della Atatürk University – per riunire due continenti, l’Est e l’Ovest, fra i quali la Turchia funge da ponte di collegamento.

nachrchem.2013.61.11.1175Anche il programma non lascia meno sorprese, con un folto elenco di interventi che riassumono egregiamente i punti salienti degli aspetti innovativi, tecnologici e applicativi, ma anche storici del panorama chimico attuale. Ambiente, risorse, chimica dei materiali, sintesi e catalisi, scienze della vita e analitica si alternano abilmente sugli schermi delle sale congressuali, con una sapiente trasversalità che rende il tutto più accattivante e di livello decisamente alto, come a voler dimostrare quanto la chimica sia difficilmente incasellabile, ma piuttosto in grado di permeare ogni ambito. Con una acuta attenzione al ruolo della chimica nel contesto culturale, in particolare, si affronta un tema innovativo che pone sotto i riflettori il ruolo del ricercatore in primis (ma anche del cittadino), come responsabili di
ciò che avviene intorno ad essi e di possibili cambiamenti futuri.

Prof. Venki Ramakrishnan, Premio Nobel 2009.

Prof. Venki Ramakrishnan, Premio Nobel 2009.

Dal Professor Venki Ramakrishnan giunge un importante contributo, da moltissimi apprezzato, sulla biologia molecolare, con struttura e funzione dei ribosomi e la formazione di complessi coinvolti nella sintesi proteica, portando l’attenzione sull’allungamento del ciclo di translazione, in cui gli amminoacidi sono aggiunti l’uno all’altro dai ribosomi a formare il peptide. Vincitore del premio nobel per la chimica nel 2009  per i suoi studi su queste tematiche, attualmente lavora a Cambridge presso il laboratorio di biologia molecolare del Medical Research Counsil.

Dall’Italia, Università degli Studi di Trieste, il Professor Maurizio Prato, molto conosciuto per la ricerca in ambito nanotecnologico sui fullereni e strutture supramolecolari, parla di come chimica e nanotecnologie siano interconnesse e rendano le nanostrutture carboniose più facili da utilizzare come scaffold per applicazioni pratiche.  Da substrati per la crescita neuronale, ad applicazioni per le terapia di rigenerazione della spina dorsale, le fibre di carbonio modificate e in combinazione con agenti catalizzanti o additivi “ad hoc” rappresentano una fonte di innovazione promettente ad ampio raggio per gli anni a venire.

Un ulteriore intervento, tutto italiano e con tanto di degustazione finale,  a cura della Professoressa Luisa De Cola, che svolge la propria attività di ricerca presso l’Università di Strasburgo, apre le porte ai segreti del cioccolato, dalla sua nascita, all’arrivo in Europa fino al completo processo di lavorazione dei semi e alle proprietà chimico-fisiche legate ad un importante parametro, la cristallizzazione. Effetti sulla salute, contenuto di teobromina e altre xantine hanno coronato questo “dolce” intervento che si è concluso con una graditissima raccomandazione a consumare più cioccolato, possibilmente fondente. Se ce lo dice una scienziata…!

Prof. Maurizio Prato, Università di Trieste.

Prof. Maurizio Prato, Università di Trieste.

Acqua, energia e cibo, questi i temi che da Canada, Singapore e Svizzera sono stati discussi dal Professor Alexander J. B. Zehnder nell’ottica di trovare nuove soluzioni nella gestione ambientale dell’acqua, analizzando il problema dell’inquinamento e delle possibilità di controllarlo e, ancor meglio, prevenirlo e, inoltre, ponendo l’attenzione sulle molteplici modalità di utilizzo dell’acqua attraverso riciclo e trattamenti chimici. Impressionanti, in questo intervento, le cifre del fabbisogno di acqua per persona ogni anno, se pensiamo che, per la maggior parte, viene utilizzata per produrre il cibo che mangiamo!

Non sono mancati interventi molto più atipici ma apprezzatissimi dai giovani ricercatori su come gestire le proprie risorse, esperienze lavorative e fare carriera. Il network dei giovani ricercatori chimici (EYCN) ha gestito una serie di interventi mirati proprio a questo: come ottenere da un “lab-book”, detto anche quaderno di laboratorio, pieno di entusiasmanti risultati un articolo scientifico efficace. Problema da non sottovalutare, in effetti, soprattutto quando si deve scrivere un abstract conciso, diretto e con un titolo significativo e accattivante. Nessun problema, consigli inclusi anche per questo! Come scrivere un curriculum efficace a colpo d’occhio o come gestire un colloquio di lavoro focalizzandosi su dettagli positivi e ciò che si fa o si è in grado di fare? La Dott.ssa Marie Chapman, della Royal Society of Chemistry (RSC) di Cambridge ha parlato anche di questo. Come instaurare collaborazioni proficue, comunicare efficacemente i propri risultati e la propria ricerca, punti di vista molto trascurati nell’istruzione universitaria e che meritano invece tantissima attenzione nella gestione di attività di ricerca e innovazione, perché la comunicazione rappresenta una buona parte del successo di un’invenzione.

Walter Leitner e Jürgen Klankermayer,  vincitori del European Sustainable Chemistry Award 2014

Walter Leitner e Jürgen Klankermayer,
vincitori del European Sustainable Chemistry Award 2014

Numerosi i riconoscimenti, in aggiunta ai “Young European Chemist Awards”, consegnati per gli importanti contributi alla ricerca in ambito chimico, con una menzione speciale ai Professori Walter Leitner e Jürgen Klankermayer, cui è stato assegnato il European Sustainable Chemistry Award 2014, mentre il premio “EuCheMS Award for Service” è stato assegnato al Professor Luis Oro, per la sua iniziativa di creare un’identità europea fra le società chimiche dei vari paesi.

Altri due importanti riconoscimenti, EuCheMS Lecture Award 2014, vinto nel 2013 dal Professore Maurizio Prato e introdotto per promuovere la cooperazione tra chimici europei, sono stati assegnati a due Professori provenienti da Stoccolma e Versailles , ricercatori nel campo della catalisi asimmetrica e delle preziose caratteristiche di materiali ibridi porosi, di cui parleranno nel 2015.

Un congresso dinamico, vivido e giovane – dice una delle partecipanti – caratterizzato da realtà apparentemente in contrasto e intercalato in una città perfettamente in linea con questa idea, Istanbul. Un congresso che ha saputo sposare perfettamente tra loro ambiti diversi ma mai distanti, mettendo ancora più in risalto che la chimica è una sola. Arrivederci a Siviglia per l’edizione  6th EuCheMS 2015!

Gruppo di Chimici Organici al Congresso.

Gruppo di Chimici Organici al Congresso.

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