Fra le priorità più urgenti dell’agenda sulla ricerca nel settore energetico, possiamo includere senza dubbio gli sforzi rivolti verso le alternative sostenibili ai combustibili fossili, così da risolvere il problema della scarsità emergente del petrolio e tagliare di netto le emissioni di anidride carbonica proveniente dalla sua combustione. Lo sfruttamento della biomassa come fonte di combustibili offre benefici sicuri, ma la ripartizione del terreno coltivabile per destinarlo alla produzione di biodiesel, comporta l’insorgenza di ulteriori preoccupazioni: sfruttamento del terreno e sicurezza alimentare.
Grazie a Johannes Lercher e i suoi colleghi, Baoxiang Peng, Yao Yuan, Zhao Chen della Technische Universität München è stato possibile sviluppare un nuovo processo catalitico che potrebbe offrire una soluzione ad entrambi i problemi. Il loro catalizzatore infatti riesce a convertire in modo efficiente la biomassa generata da microalghe, definita più propriamente come biopetroleum, in carburanti diesel per il rifornimento di veicoli predisposti.
I vantaggi immediati di questo processo consistono in una eccellente resa produttiva a breve termine e con richiesta di spazi minimi e, a differenza del normale biodiesel, il contenuto di trigliceridi è molto elevato (60% in peso), in un ciclo che dura da 10 a 200 volte meno rispetto alle colture tradizionali.
via David Bradley on SpectroscopyNOW.com




