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Enrico-Maraviglia-prof-chimicaUn’intera città, Termoli, piange la scomparsa di Enrico Maraviglia, storico professore di chimica davanti a cui sono passate intere generazioni di studenti termolesi. Ma anche insospettabile divulgatore che per amore della “sua” scienza non si stancava mai di aiutare, a suo modo, giornalisti e lettori a comprendere “la chimica che sta dietro la cronaca”.

Ed è proprio la redazione di Primonumero.it – il sito internet dell’Associazione “Primonumero – Città in Rete” nata con lo scopo di promuovere la crescita culturale, economica e sociale nel territorio di Termoli e del Molise, e finita col diventare un punto di riferimento importante per tenere la bussola della vita locale – a ricordare oggi il professore che con tanta pazienza aveva collaborato nel tentativo di rendere un po’ meno ostico ciò che della chimica ancora sfugge ai più.

Il ricordo

Riservato, distinto, il professor Maraviglia ha dedicato le sue 82 primavere a tutti quei valori per cui vale sempre la pena di continuare a lottare: lo studio, il lavoro, gli amici fidati, la famiglia e l’amore per la moglie e le sue tre figlie. Proprio la più giovane di queste, Chiara, l’aveva coinvolto, da giornalista, in questa collaborazione a cui non si sottraeva mai. Ma ci piace pensare che a spingerlo a farsi coinvolgere, più dell’amor filiale o del ruolo di lei (è l’attuale vicecaporedattore), sia stata la stessa passione per la chimica che lo aveva spinto a dedicarsi all’insegnamento con tanta dedizione per decenni. È commuovente l’immagine data ieri da questi “ex-allievi” di prof bonario che cerca di spiegare a questi ragazzi ormai cresciuti e un po’ duri di comprendonio che sono spesso i giornalisti quando li si mette davanti a concetti scientifici.

Eppure, è ciò che emerge dal ricordo pubblicato ieri senza firma, a nome di tutti. Ed è per questo che abbiamo voluto ricordarlo qui, su Divulgazione chimica, a nome di tutti quelli che magari non ricordiamo nel dolore della scomparsa, ma che lavorano con passione per diffondere la scienza che tanto amano, senza velleità o manie di protagonismo.

Ci sono molti modi, in fondo, per divulgare la scienza. Si può farlo da dietro una cattedra o dal palco di un teatro; mettendosi a scrivere articoli di proprio pugno o aiutando chi lo fa a comprendere ciò che non sanno, come faceva Enrico Maraviglia per il quotidiano online della sua città, raccontando “la chimica che sta dietro la cronaca”.

La chimica era la sua passione. E quando qualcuno gli chiedeva aiuto, fosse anche solo per capire cosa fosse esattamente il manganese che si trova sotto il terreno della centrale Turbogas o perché i trialometani nell’acqua della diga del Liscione potevano essere un rischio per la salute della popolazione, lui c’era.

Sempre disponibile e pronto a capire quando dubbi e incertezze nei suoi interlocutori o a ripetere senza mai stancarsi o dando segni di insofferenza come spesso accade a tanti “esperti” che i giornalisti più accorti consultano quando non “masticano” bene la materia di cui devono dare conto.

L’addio

Enrico Maraviglia è morto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio, a 82 anni, “dopo una brutta malattia che o lo ha debilitato fino a non lasciargli scampo”, ma che non ha potuto piegarne l’integrità mentale e morale. Lucido fino all’ultimo, se ne è andato come aveva vissuto: da un uomo distinto e discreto. Schivo, ma con una battuta spiritosa sempre in tasca e con il quale era impossibile litigare.

Termoli, ovvero la cittadina dove dalla sua Foligno, in Umbria, aveva deciso di trasferirsi per amore della moglie Bice Abiuso con cui ha condiviso anche la passione per l’insegnamento, la famiglia, gli amici e tutta la redazione di Primonumero.it, piangono ora la scomparsa del professore storico e di un uomo buono, generoso oltre tutta la retorica cui si ricorre nelle circostanze di lutto.

I funerali sono stati celebrati oggi, nella Chiesa di S. Pietro Apostolo a Termoli.

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