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iaaweb5Nel prossimo mese di settembre la Repubblica di San Marino ospiterà la 4° edizione del congresso organizzato dall’International Academy of Astronautics (IAA) dal tema “Cercando Tracce di Vita nell’Universo”, presso il Centro Congressi Kursaal. Ma cos’è l’IAA? Proviamo ad approfondire con qualche dettaglio in più.

L’International Academy of Astronautics  è una comunità internazionale di esperti che si propongono di espandere le frontiere dello spazio. Si tratta di un’organizzazione non governativa con sede a Stoccolma e fondata il 16 agosto 1960. Il suo operato attraversa la promozione dello sviluppo dell’astronautica per scopi pacifici, riconoscendo negli individui che si sono distinti in settori della scienza e della tecnologia correlati la giusta attenzione e fornendo un programma tramite il quale i membri possono contribuire negli sforzi internazionali per il progresso della scienza aerospaziale. L’IAA collabora principalmente con l’International Astronautical Federation, oltre ad altre agenzie spaziali nazionali e internazionali ed è  stata riconosciuta dalle Nazioni Unite nel 1996.

Ai suoi albori l’accademia era guidata dal Dr. Theodore von Kármán, un ingegnere e fisico ungherese naturalizzato statunitense che si occupò soprattutto di aeronautica e astronautica, una delle figure più importanti nell’evoluzione dell’ingegneria aerospaziale che si impegnò nella fondazione e ricoprì la prima presidenza dell’IAA. Nelle parole del secondo presidente, il Dr. Frank Malina, possiamo riconoscere un ispirato positivismo: “le accademie classiche servono in maniera rilevante al fenomenale progresso del nuovo metodo per comprendere la natura da parte dell’uomo e ad applicare questa conoscenza per il bene dell’umanità”. Più di recente hanno ricoperto la posizione il Prof. Edward Stone (docente di fisica al Caltech) fino all’ottobre 2009, il Dr. G. Madhavan Nair (direttore dell’Indian Space Research Organisation), unico indiano a primo non-americano a presiedere l’IAA. L’attuale Segretario Generale e` il Dr. Jean-Michel Contant.

acta_150Tra le attività dell’IAA vediamo come si privilegia il rigore e lo sviluppo scientifico tramite diverse azioni: incoraggiare la cooperazione scientifica internazionale attraverso simposi ed incontri ed anche attraverso il lavoro di sei commissioni specializzate come segue: scienze fisiche spaziali, tecnologia spaziale e sviluppo dei sistemi spaziali, operazioni ed utilizzazioni dei sistemi spaziali, leggi ed economia delle politiche spaziali, educazione e cultura spaziale della società. Un’importante iniziativa dell’Accademia è lo sviluppo di una serie di “Cosmic Studies” (studi cosmici) e di “Position Papers” (prese di posizione) che trattano di molti aspetti della cooperazione internazionale nell’esplorazione e nel rendere abitabile il sistema solare e anche lo spazio oltre il sistema solare; fra gli altri temi vi sono: i rottami che vagano nello spazio (space debris); i piccoli satelliti; la Dichiarazione dei Principi di comportamento in seguito alla  scoperta di una civiltà extraterrestre; la sicurezza delle attività extra-veicolari degli astronauti e la intercambiabilità delle tute spaziali; i satelliti scientifici a basso costo; l’esplorazione della Luna e di Marte; i prossimi passi nell’esplorazione dello spazio profondo; lo spazio come mezzo per promuovere la pace; la gestione del traffico spaziale; la gestione delle conoscenze nelle attività spaziali; l’efficientamento dei costi per le missioni spaziali di osservazione della Terra. L’IAA organizza eventi in cooperazione con prestigiose accademie nazionali, tra cui l’Accademia delle Scienze di Torino nel 1997 e pubblica la rivista scientifica mensile Acta Astronautica, edita da Elsevier, la quale ricopre i più recenti sviluppi nella tecnologia spaziale in relazione all’esplorazione scientifica pacifica dello spazio e alla sua valorizzazione per il benessere umano e il suo progresso, nonché per concepire, progettare e sviluppare operazioni e sistemi nello spazio esterno e terrestri.

Il primo simposio dell’IAA sulla Ricerca di Segni di Vita è stato organizzato nel 2008, con la co-sponsorizzazione dell’Observatoire de Paris e il Center of Nançay, sulla scia del SETI (Search for ExtraTerrestrial Intelligence) che si riferisce alla sperimentazione intesa alla ricerca di segnali radio e ottici provenienti da civiltà extraterrestri site in pianeti lontani. I maggiori radiotelescopi di tutto il mondo hanno occasionalmente inseguito la ricerca SETI fin dagli anni ‘60, per la maggior parte dei casi collaborando alla “caccia” di segnali vicini alle frequenze di 1420 MHz (la linea di emissione dell’idrogeno). La ricerca ottica del SETI è stata perseguita dagli anni ‘90, nel tentativo di riconoscere segnali extraterrestri in forma passiva. Più di recente, un nuovo tipo di ricerca, chiamata “Active SETI” è diventata oggetto di discussione per i radioastronomi ed è stata realizzata in alcuni casi. Essa consiste nella trasmissione deliberata di segnali per aumentare la probabilità di un contatto. Inoltre la scoperta di più di 200 pianeti extrasolari giustifica l’indirizzamento della ricerca passiva e attiva verso esopianeti ubicati in zone presumibilmente abitabili allo scopo di incrementare ulteriormente la probabilità del successo della ricerca SETI. Per questi motivi è stata intrapresa l’iniziativa di radunare i massimi esperti disponibili da tutto il mondo per discutere apertamente delle strategie di questi due sistemi di ricerca, inaugurando la prima conferenza internazionale per la ricerca di segni di vita nel settembre del 2008, presso la sede UNESCO di Parigi, nella settimana precedente al Congresso Astronautico Internazionale che si è tenuto a Glasgow.

La seconda conferenza SETI ha avuto luogo presso il Kavli Royal Society International Centre di Londra, nell’ottobre del 2010. Oltre 50 anni fa l’astronomo e astrofisico statunitense Frank Drake completò la prima ricerca di civiltà extraterrestri scansionando 400 kHz delle frequenze utili per trasmissioni interstellari. Da allora, numerosi sono i progressi raggiunti sulla comprensione della vita e sull’evoluzione, e negli ultimi 15 anni più di 400 pianeti che orbitano su stelle diverse dal sole sono stati rilevati con certezza. Con questi presupposti le probabilità di successo per il SETI entrano in una nuova era con lo sviluppo di una nuova generazione di radiotelescopi come l’Allen Telescope Array (ATA), il Low Frequency Array (LOFAR) e lo SKA, una matrice con la superficie di un chilometro quadrato, che ne aumentano la portata. Inoltre all’ascolto passivo di segnali radio, si aggiunge una fase attiva che si traduce nella trasmissione deliberata di segnali per incrementare la probabilità di successo con altre ipotetiche civiltà tecnologiche. Frank Drake soleva puntualizzare che la ricerca per intelligenza extraterrestre è in realtà una ricerca per noi stessi, chi siamo e quale sia il nostro posto nel grande schema cosmico sono domande ataviche che inseguiamo dagli albori della nostra civiltà. Per comprendere da dove veniamo, perché siamo qui e dove stiamo andando, è necessaria una conoscenza dettagliata in merito a una grande varietà di processi che si estendono sulle principali discipline che trattano argomenti come l’origine della vita e la sua evoluzione, dalla formazione dei pianeti all’evoluzione delle civiltà e delle tecnologie. In tempi recenti si è già visto come il campo dell’astrobiologia sia emergente e riunisca competenze multidisciplinari come la chimica, la biologia, l’astronomia e le geoscienze. Il secondo simposio alla ricerca di segni di vita ha trattato principalmente dei progressi su tutti gli aspetti correlati e il loro significato per imparare qualcosa in più del ruolo dell’umanità in questo ambito.

Il terzo simposio SETI, ospitato a giugno del 2011 a San Pietroburgo, Russia, si concentra espressamente nelle strategie di ricerca di segnali extraterrestri, con relatori che approfondiscono temi come i problemi della cosmogonia planetaria, sistemi planetari delle nane rosse e loro civiltà, primi segni di vita sulla Terra, analisi delle curve luminose dei sistemi binari e dei loro esopianeti, analisi statistiche, METI: come messaggiare con intelligenze extraterrestri e come scrivere una lettera a ET!

Giunto alla sua quarta edizione, il simposio IAA sulla ricerca di segni di vita si terrà dal 25 al 28 settembre 2012 a San Marino toccherà i seguenti temi:

  • SETI passivo: argomenti scientifici e tecnologici
  • SETI attivo: argomenti societari
  • Missioni spaziali per il rilevamento di pianeti extrasolari abitabili
  • Visita guidata ai radiotelescopi (INAF-IRA) di Medicina con breve sosta antecedente a Ravenna per ammirarne i famosi mosaici bizantini.

Grazie all’accordo di collaborazione tra l’Associazione Culturale Chimicare, Gravità Zero ed il Convention & Visitors Bureau della Repubblica di San Marino per la collaborazione scientifico-divulgativa e promozionale dell’evento, per tutti gli associati e per l’intera comunità di blogger scientifici l’evento si trasforma in un’opportunità unica con condizioni per la partecipazione estremamente vantaggiose, di cui è possibile approfondire i dettagli consultando il comunicato stampa ufficiale del nostro sito, oppure approfittare del generoso invito esplicativo pubblicato da Annarita Ruberto su Tutto-Scienze.org, che ci spiega perché è così importante la partecipazione dei blogger.

Per ulteriori informazioni:   San Marino Scienza

Convention & Visitors Bureau della Rep. di San Marino SpA – agenda@sanmarinoscienza.org– Tel.  +378 0549 888028

Associazione Culturale Chimicare – segreteria@chimicare.org   /   Gravità zero – Redazione@gravita-zero.org

 

 

7 risposte a Uno sguardo sull’IAA

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