“In una notte di gennaio, da solo in laboratorio e con le mani tremanti” l’ingegnere vicentino Federico Faggin cambia il corso della storia: è il 1971 e il primo microchip, o circuito integrato, vede la luce, aprendo la strada ad un’era informatica che neanche l’inventore stesso poteva immaginare.
La neo-redattrice di Chimicare, Francesca di Monte, chimico e tecnologo farmaceutico, propone un articolo introduttivo su di un argomento curiosamente carente nel web, per lo meno in lingua italiana.
Per quanto ormai anche i meno accorti dei lettori abbiano accettato l’assioma che recita che tutti gli oggetti materiali hanno una loro composizione chimica e quindi possono essere descritti in questi termini, ed in modo particolare le meraviglie della nostra tecnologia si basano su tecnologie di preparazione che a loro volta affondano irrinunciabilmente le loro radici nella chimica e nella fisica, ben poco si scrive, almeno con carattere divulgativo, relativamente alle basi fisiche, e ancora meno su quelle chimiche, di questi processi tecnologici.
Eppure quanti di noi desidererebbero poter avvicinare, ovviamente in modo semplice, i perché più profondi che stanno alla base della produzione e del funzionamento del loro smartphone, del loro impianti hi-fi e del loro forno a microonde?
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